“Oggi sono più tantissimo felice” (Re)imparare ad essere felici attraverso i bambini
12,00 €
Monia Quagliarotti
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Descrizione
Descrizione
“Veniamo al mondo per essere felici”
È questo il filo conduttore del libro: nasciamo con l’abilità di trovare la gioia semplicemente ma poi si cresce e se ne perde la capacità.
Un viaggio alla scoperta del mondo dei bambini attraverso le loro frasi a volte sghembe ma intrise di saggezza.
Un invito a riscoprire l’arte dell’essere felici attraverso l’innata spontaneità che li contraddistingue.
Autori
Monia Quagliarotti è maestra di scuola primaria. Vive a Rieti col marito Andrea e il figlio Alessandro. Oltre alla passione per l’insegnamento, coltiva quella per la cucina (ha pubblicato in precedenza “Conquistare il lievito madre” ed è stata coautrice de “Il gusto del piccante” editi da Amarganta), e quella per il teatro.
Prima pagina
PERCHÈ QUESTO LIBRO
Ciao!
Mi piace pensare a te che leggi questo libro e immaginarti qui davanti a me, magari con una tazzina di caffè in mano… no, meglio una birra, magari rossa (che è quella che preferisco) o comunque con qualcosa che ti faccia stare bene, che ti faccia sentire a tuo agio.
Mi piace pensare che mentre leggi ascolti la mia voce (o, quantomeno, la immagini) e vivi questa lettura come se fosse un’allegra chiacchierata tra amici.
Chi mi conosce lo sa: adoro raccontare il mio lavoro, fatto di piccole grandi soddisfazioni, di timori, a volte, anche di paure ma così immensamente gratificante.
Non esiste monotonia, non c’è piattume: ogni giornata è scandita da tante piccole chicche che, per chi sa coglierle, possono diventare dei veri e propri insegnamenti.
I bambini sono life coach per eccellenza: se fossimo davvero disposti a metterci in ascolto potremmo imparare la vera arte della felicità!
Lo so (ti vedo sai?) stai sgranando gli occhi: “ma che dice questa?” (io l’ho detta educatamente ma lo so che l’espressione da te usata è un tantino diversa… dì la verità!).
Non voglio fare il solito discorso motivazionale: non sono una formatrice né un’esperta in merito, ho letto tanti libri, seguito qualche seminario ed ho imparato tanto, sperimentando certe tecniche su di me; sono semplicemente una persona che ha fatto delle esperienze (oserei dire importanti) che mi hanno portato fin qui a capire che attraverso il modo di vivere la vita dei bambini, potremmo davvero trovare una buona strada per assaporare quella felicità che tutti cercano da sempre!
Ogni adulto sente nei confronti dei bambini quell’istinto di “protezione” che porta loro a vederli come “oggetti da plasmare” (a noi piace dire “educare” anche se non è proprio così… ne parlerò poi) per adeguarli alle convenzioni (terribile parola!) della società corrente.
Cosa succede?
Succede che l’adulto non ha l’umiltà di mettersi in ascolto, anzi è fermamente convinto di “fare del bene” senza minimamente immaginare che in quel modo sta solo “snaturando” un processo meraviglioso che è quello della spontaneità!
Non mi fraintendere!
Non sto dicendo che la nostra guida sia un errore (guai a non offrirla!) ma quanti di noi cercano di rispettare la natura del bambino che ci si trova davanti per partire da quella?
Oppure: quanti di noi accetterebbero di imparare dai bambini un modo diverso di vivere la propria vita?
“Sì, come no, dai bambini, sai che caos!”
Ti sento sai? E lo so, il tuo scetticismo ci sta tutto ma non ti sto dicendo di correre e saltellare per strada come fanno loro o sporcarti il mento mentre mangi un gelato o fregartene delle regole (ovviamente senza nessuna malizia, né con intenzione); ti sto solo portando ad osservare con una luce diversa il loro modo di agire che è talmente libero da convenzioni da farli essere sempre tremendamente felici (ci hai fatto caso?)
La famiglia, la scuola, la società non sono in grado del tutto (salvo rare eccezioni) di rispettare davvero la vera evoluzione di ogni individuo e cercano di adeguare questo alla realtà (o comunque a ciò che il mondo là fuori crede sia giusto)
Risultato?
Si smette di essere felici, o, comunque, di esserlo davvero.
La lettura di questo libro vuole portarti a compiere un piccolo “viaggio” nel mio mondo scolastico, un viaggio che vuole principalmente farti riflettere (senza essere pesante o, peggio, supponente!), portarti in maniera semplice e diretta a fare delle considerazioni, poi a farti divertire e sorridere con le espressioni verbali dei miei bambini che negli anni ho raccolto e conservato gelosamente. Pronti? Si parte!
“Bene bambini, tutti attenti!”
“Maestraaa, non ritrovo la penna!”
“Tesoro ti sarà caduta, cercala a terra!”
Il bimbo guarda sotto la sua sedia e nelle immediate vicinanze,
poi trova la penna sotto il suo quaderno.
Si riprende…
La porta si apre: la solita ritardataria fa il suo ingresso tra i ciaooo festosi delle amiche.
Pausa: attendiamo che la bimba tiri fuori tutto, si sieda e “Dunque, siamo pronti?”
“Maeee, mi esce il moccio e non ho il fazzoletto!”
Il bimbo mi guarda con la testa rivolta all’indietro per rallentare la fuoriuscita della striscia verde che penzola dalla sua narice.
Arriva il fazzoletto…
“Dicevo…”
“Maestra non mi scrive la penna!”
“Fattene prestare una!”
Ingoio, la pazienza vacilla, sono passati diversi minuti ormai e non si vede la luce!
“Maeeeestraaaaa, il compagno mi copiaaaa!”
“Cosa ti copia, cosa? Hai solo scritto la data!”
La bimba sbuffa, fa il broncio e mette le braccia incrociate, sorvolo…
“Ohh, ora tutti attenti per favore!”
“Maestra io devo fare la cacca!”
Mi cascano le braccia… cerco di sorridere comunque, pensando che in fondo pochi minuti persi non sono poi così terribili ma dentro me l’autocontrollo vacilla….
Il bimbo andato in bagno rientra…
C’è silenzio ora…
Inizio… e via!